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L'anestesia nella chirurgia plastica

Etimologia
Con il termine anestesia si intende la diminuzione o l'abolizione della sensibilità, dolorosa e non, indotta, in genere chimicamente, mediante l’uso di particolari farmaci (anestetici) che sopprimono temporaneamente la trasmissione degli stimoli nervosi, rendendo possibili gli interventi chirurgici.

Il termine “anestesia” è comunemente usato per diverse tecniche che possono essere utilizzate isolatamente o insieme e vanno dall’anestesia generale alla sedazione cosciente, dall'anestesia locale all'anestesia locoregionale, dall'anestesia subaracnoidea o come spesso viene chiamata dall'anestesia spinale all'anestesia peridurale.

 Lo scopo comune di tutte queste metodiche "anestesiologiche" è quello di mettere il paziente nelle migliori condizioni per essere sottoposto ad un intervento chirurgico in tutta sicurezza.

 Ogni intervento chirurgico, in diversa misura, attraverso il danno tessutale, produce ansia, dolore e modificazioni neuro-ormonali. Queste modificazioni che chiamiamo stress chirurgico, in misura diversa da intervento ad intervento, impegnano l’organismo e le funzioni di organi vitali quali il cuore, il polmone, ecc.

 L'anestesiologia è proprio la specializzazione medica che ha per oggetto lo studio e l'attuazione dell'anestesia chirurgica, la preparazione del paziente all'intervento, il controllo delle sue funzioni vitali e la sua integrità psico-fisica, sia durante la fase operatoria sia nella fase successiva.

 

Obiettivi dell'Anestesia

 Una anestesia ideale per il paziente deve:

  • abolire l’ansia ed il dolore;
  • proteggere il paziente da ogni fonte di stress, dal freddo alla paura, all’imbarazzo, rispettando il suo pudore;
  • sorvegliare le funzioni vitali e consentire di essere preparati ad ogni evento.

 

 La scelta dell'anestesia e dell'anestesista

La scelta dell’anestesia più adeguata per uno specifico intervento e per ogni singolo paziente inizia al momento della visita anestesiologica. L'anestesista è un medico specialista in anestesia e rianimazione ed esperto nel trattamento del dolore.

La visita anestesiologica fornisce all’anestesista una occasione preziosa per conoscere non solo la storia clinica del paziente, ma anche il suo grado di apprensione e di paura e per cercare di ottenerne la fiducia.

Inoltre attraverso l’anamnesi o storia clinica, scopriamo eventuali malattie e/o terapie in corso o reazioni allergiche varie o problemi manifestati durante precedenti interventi chirurgici, che possono richiedere una condotta anestesiologica più adeguata per quella persona.

Eventuali esami (di laboratorio o strumentali) o consulenze mediche ci forniranno ulteriori informazioni quando e se necessari.

La presenza dell’anestesista durante e dopo l'intervento chirurgico offre le maggiori garanzie affinché tutto proceda per il meglio, anche in eventuali rari casi di reazioni imprevedibili. E' per questa ragione che è di fondamentale importanza la scelta dell'anestesista, preparato ed esperto, per la buona riuscita di un intervento chirurgico.

 L’anestesia moderna è sicura. Questo grazie a farmaci sempre più maneggevoli e di rapida e sicura eliminazione, monitoraggi sempre più sofisticati e diffusi. E' anche grazie a questa maggiore sicurezza che oggi possiamo focalizzare maggiormente la nostra attenzione verso aspetti che in passato venivano trascurati, quali una migliore accoglienza del paziente ed una maggiore attenzione al suo comfort durante le varie fasi del ricovero, curandone quindi l’aspetto psicologico.

Rischi dell'anestesia

Oggi il rischio anestesiologico è estremamente basso, basti pensare che pazienti in gravi condizioni vengono tenuti in anestesia in rianimazione per diversi giorni.

Sarebbe pertanto più giusto considerare un più generico rischio chirurgico, comprendendo il tipo di intervento e le condizioni cliniche del paziente (malattie concomitanti, fattori di rischio quali sovrappeso ed altre abitudini nocive quali il fumo, l'abuso di alcool o di altre sostanze).

 

La tecnica

La tecnica di anestesia ideale per interventi di chirurgia plastica minori quali ad esempio il lipofilling, la blefaroplastica o la liposuzione di aree ragionevoli è definita sedo-analgesia.

Generalmente la sedazione cosciente si ottiene con farmaci che producono sia risoluzione dell'ansia sia aumento della soglia del dolore. Il paziente è tranquillo, in uno stato simile al dormiveglia, collabora se gli è richiesto. Spesso riferisce amnesia, cioè non ricorda l’esperienza vissuta durante l'intervento.

La risoluzione dell’ansia e della paura è di importanza fondamentale e deve essere fatto il possibile per ottenere questo risultato. In condizioni di stress all’organismo è richiesto uno sforzo psicofisico. Un paziente ansioso necessita di maggiori dosi di analgesici e persino in completa analgesia l’ansia può rendere l’esperienza insopportabile. Vi sono poi situazioni alle quali è doveroso prestare la giusta attenzione, come la protezione dal freddo, il rispetto per il suo pudore e l’imbarazzo che, se trascurate, possono diventare uno stress per il paziente.

La sedazione (preanestesia) viene praticata già in reparto, prima che il paziente sia accompagnato in sala operatoria. La via di somministrazione negli adulti in genere è intramuscolare; ulteriori dosi possono essere ripetute per via endovenosa in presala o in sala operatoria a seconda del risultato ottenuto (si può chiedere al paziente di esprimere l’ansia avvertita in numero da 1 a 10).

Solo dopo adeguata sedazione hanno inizio le procedure che comportano iniezioni (di anestetico locale come i blocchi regionali o le infiltrazioni).

L’analgesia cioè il controllo del dolore è fondamentale. In genere in questo tipo di chirurgia si ottiene attraverso l’anestesia locale o locoregionale, spinale, peridurale e altre. Gli anestetici locali bloccano completamente la sensibilità del tessuto o dell'area interessata.

Bisogna precisare che oggi quasi ogni procedura di anestesia locoregionale viene effettuata in sedazione. L'anestesia generale, in combinazione con questo tipo di anestesia, cosiddetta "blended", può essere mantenuta leggera (per esempio in interventi di rinoplastica) con il vantaggio di avere condizioni di maggiore stabilità cardiocircolatorie durante tutta la durata dell’intervento ed un risveglio rapido e senza dolore.

La sedo-analgesia, in combinazione o non con l'anestesia locale (per esempio nel lipofilling) offre il vantaggio di essere minimamente invasiva per l’organismo e di consentire un recupero psicofisico pressoché totale del paziente in pochi minuti, permettendogli di alzarsi, bere e mangiare.

Durante la sedo-analgesia, come durante altri tipi di anestesia, vengono monitorizzate sia la funzione cardiocircolatoria (con un elettrocardiografo ed un bracciale della pressione) che respiratoria (con il saturimetro).

 In altri casi il controllo del dolore avviene attraverso farmaci che agiscono per via sistemica, cioè attraverso il circolo ematico. Gli analgesici per via sistemica più noti sono i FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) e i più potenti oppioidi (come la morfina). L’associazione delle due categorie è spesso usata per aumentarne l'efficacia diminuendone i dosaggi e quindi gli effetti collaterali.

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